Roma, [data] – Con l’inizio del nuovo anno scolastico, una domanda diventa centrale: che aria respirano i nostri figli a scuola? La qualità dell’aria negli ambienti chiusi, come le aule scolastiche, incide direttamente sulla salute, sulla concentrazione e sul benessere degli studenti.
Eroundme, startup innovativa italiana specializzata nel monitoraggio ambientale, lancia un appello alla consapevolezza: non basta preoccuparsi di libri e zaini, è fondamentale garantire che le aule siano luoghi sani e sicuri, dove l’aria che respiriamo sia davvero di qualità.
I dispositivi Eroundme, basati su sensori avanzati, misurano in tempo reale i principali parametri ambientali (CO₂, particolato, composti organici volatili, umidità, temperatura), fornendo dati certi e immediati per valutare la salubrità degli spazi.
“La scuola è il luogo in cui i nostri ragazzi trascorrono gran parte delle loro giornate. Investire nella qualità dell’aria significa investire nel loro futuro, nella loro salute e nella loro capacità di apprendere” – sottolinea il team di Eroundme.
Con un semplice gesto, come l’apertura di una finestra al momento giusto o l’uso di sistemi di ventilazione controllata guidati dai dati dei sensori, si possono migliorare notevolmente le condizioni di benessere negli ambienti scolastici.
Eroundme invita scuole, istituzioni e famiglie a riflettere e ad agire. Perché respirare aria pulita non è un lusso: è un diritto.








