Ai confini della ricerca XR per plasmare la realtà del futuro

Scitto da wp_1329654
Dicembre 30, 2022

Le realtà estese (XR, cross reality) della realtà virtuale e aumentata (VR e AR) sono una delle ultime frontiere emergenti. Costituiscono un nuovo mezzo 3D in cui i limiti fisici del mondo reale possono essere messi da parte. 
Le possibilità sono davvero molteplicie. Sulle prospettive di XR le più grandi aziende tecnologiche del mondo stanno investendo molto, esattamente come è stato per Facebook che sta puntando tutto su Meta per monopolizzare l’0innovativa tecnologia XR. 
Se le ipotesi della neo Meta sono azzeccate è probabile che il prossimo decennio vedrà l’ascesa di un intero nuovo dominio di informazioni e interazione. I cambiamenti nelle nostre vite e nella società che ne risulteranno saranno estesi e varrà la pena studiarli da soli, ma XR e il metaverso non sono solo un nuovo argomento da studiare, sono già un mezzo attraverso il quale viene condotta la ricerca e una modalità di diffusione. Nel 2022, la ricerca XR vive principalmente nei laboratorio di alcune aziende dove è presente un visore e un gruppo di ricercatori che manifestano la loro creatività su come usare al meglio questa nuova tecnologia. Ma non basta. E’ importante unire le forze tra impresa e ricerca accademica per cogliere al massimo la potenzialità di questi approcci del futuro.

Ad esempio il Centro di ricerca avanzata (ARC), che vale ben 116 milioni di sterline, diventerà il cuore di un ampia collaborazione presso l’Università di Glasgow. Proprio in questo luogo si trova uno dei più grandi spazi del Regno Unito dedicati alla XR, che si propone di stimolare i ricercatori alla ricerca esplorando nuove collaborazioni. D’altra parte l’investimento è considerevole in un panorama tecnologico così in rapido movimento in cui si punta a garantire la creazione di una risorsa con rilevanza e impatto duraturi. 
Ciò richiede l’astrazione dalla tecnologia odierna e la distillazione della ricerca XR nei suoi elementi essenziali: gli aspetti che persisteranno man mano che i dispositivi si restringono e gli utenti si evolvono. 
I requisitiLo spazio è il primo e più importante requisito. L’ARC XR di Glasgow dispone di circa 110 metri quadrati di spazio libero che può essere utilizzato come un’area straordinaria per progetti di grandi gruppi o suddiviso in tre unità da 6 m x 6 m per consentire a più progetti di funzionare in parallelo. L’hardware è il secondo requisito. Il miglior hardware XR di oggi sarà presto superato e i budget devono anticiparlo, ma ci sarà una richiesta persistente di potenza di elaborazione grafica che supererà quella che si adatta a qualsiasi dispositivo indossabile. ARC XR è dotato di capacità di elaborazione edge che consente alle cuffie leggere di ottenere una potenza di elaborazione grafica pesante in modalità wireless.

Inutile nascondere che in questo frangente è necessario fare investimenti, senza dimenticare che le persone rappresentano la più grande risorsa e la più grande sfida per il progresso della ricerca XR. La ricerca accademica potrebbe ben presto a dare un impulso significativo al mondo di XR tanto da far diventare questa tecnologia di uso comune. Questo passo è davvero più vicino di quanto si possa immaginare.

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